LAMALORA – LAMALORA

Dei LAMALORA è subito possibile apprezzare le note biografiche, la relazione diretta tra il nome della band e il titolo di un’opera di Beppe Fenoglio del 1954, che racconta la dura vita contadina nelle Langhe. L’ambiente di provincia che circonda i quattro cuneesi, tutti provenienti da esperienze musicali degne di nota (tra tutti, Dead Elephant), li ha spinti a creare un disco strumentale autoprodotto nel 2012 che ripercorre le loro vite con suoni pieni di nostalgia e obnubilazione.
Le sorde percussioni e le trivellanti dissonanze di “L’inevitabile pettine”, fanno riaffiorare nella mia mente un filone di gruppi indie legati ad una vecchia etichetta indipendente italiana, la Psychotica Records, ormai defunta.

Ma i LAMALORA sorprendono per la sapiente mescolanza di suoni math, a tratti disarmonici e un post rock psichedelico, privo di ornamenti superflui. “…” e “Masticare con lentezza” ne sono l’esatto esempio: oltre tre minuti di ambientazione cupa attorniata da effetti di synth mai eccessivamente presenti, precedono le grintose strimpellate di chitarra ricche di delay e ritmi sincopatici, che azzarderei a definire prog anche grazie alle dinamiche di basso.

Anche se alcune parti di brani risultano eccessivamente vuote, semplici reef di chitarra entrano diretti nella testa e, in loop, costringono l’ascoltatore a seguire l’evolversi dei brani, a volte fluido e regolare, a volte spezzato da cambi di tempo e improvvise interruzioni rumorose (“Cosa ti ha ridotto a un colabrodo”).

Molti i suoni sperimentati in questo disco, molte le sfumature sonore che circondano ritmi estroversi, a tratti irregolari, che coniugano il mio passato e il mio presente. Un disco che fa comprendere il lungo e attento percorso musicale ed esistenziale dei LAMALORA. Un disco che sorprende, questo è l’importante.

Nella sezione DISTRO SAMSARA trovate delle copie del loro disco!

Massi 09/02/2013

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