THE QUEERS + GLI IMPOSSIBILI @ Titty Twister – 12/03/2012

Essere al concerto dei The Queers è un tuffo nel passato prima di tutto….già visti l’anno scorso e per questo so già che ciò a cui assisterò non mi lascerà deluso. Più di 20 anni di punk rock signore e signori; insieme agli screeching weasel e ai lontani green day su lookout records, sono tra i fondatori di un punk rock melodico degli anni 90, sguardo incazzato, attitudine ramones e testi di ragazze carine, ragazzi sfigati, gruppi nei garage e birra al banco.
Con loro nascono in Italia tante (troppe?) band che ancora oggi calcano i palchi.

Ad aprire Gli Impossibili, da Milano, altra band di lunga data (15 anni almeno), alla quale sono legati altre tonnellate di ricordi e di canzoni ascoltate avidamente da frequenze disturbate e rielaborate il giorno dopo come fossero perle segrete e preziose.
Formazione a 4 e riconosco solo cantante-chitarrista della formazione originale. Dopo una piccola calibrata, i pezzi suonano tirati e compatti in scaletta, molti dall’ultimo disco “Senza Ritorno”. Cori e chitarre martoriate si alternano con ritornelli più melodici. La parte da leone la fanno per me i pezzi più vecchi: “Sul sedile con te”, “La ragazza della casa occupata” (dei fichissimi), “Brandon e Menroce place” (o come cazzo si scrive) , “In fondo al cuore” e per finire, “Cani blu”. Cantate ovviamente a squarcia gola quando il groppo se ne andava giù e il pensiero rivolto a tutto ciò che ho vissuto.

Partono i the Queers, già sembrano un po’ meno gasati dell’altra volta. L’impressione è confermata, dopo qualche pezzo il suono rimane comunque un poco impastato e loro non troppo attenti a fare tutto per bene. Sono pero’ delle macchine da guerra…un’ora e mezza praticamente interrotta solo da “one , two, three four!”, dal titolo della canzone o dall’attacco perentorio dell’enorme batterista. Tanti pezzi nuovi e da me non troppo conosciuti, sempre suonati a più bpm che il normale. Non mancano i pezzi “lookout”, “Punk rock girls, “born to wash dishes”, ed è impossibile non ballare e cantare i ritornelli anche senza azzeccare tutte le parole.
Buon ritorno del pubblico ballante, ed è bello vedere come Joe, il cantante chitarrista frontman rimanga il riottoso e infastidito punk che era inneggiato già 15 anni fa come il vero punk della scena.

Tutto mi ricorda come, a volte, le cose sono molto più semplici, chiare e dirette di come ci aspetteremmo e senza inutili filosofeggiamenti. “Odio tutti voi della televisione”. Semplice no??
Pubblico numeroso nonostante il lunedi sera (forse che la qualità e la militanza ripaghi?), per me sprazzi di viaggispaziotemporali in questa notte fresca.

Gio 18/03/12

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